CONSIGLI PER ASPIRANTI SCRITTORI

Ciao! In questi mesi ho seguito svariati corsi e podcast che danno consigli di scrittura.
Il peggior consiglio? “scrivere è difficile, se sei di quelli che scrivono lentamente, di malavoglia, lascia perdere. Non sarai mai uno scrittore.” Mi son venuti i brividi. La mia semplice opinione è che siamo esseri umani. Se una persona ha il sogno di diventare scrittore ma magari affronta uno dei tanti periodi di vita nei quali la cosa può risultare complicata, come ci si permette di dirgli “non lo sarai mai”.

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Vabbè, tralasciamo questa precisazione e passiamo ai consigli veri e propri. Nei vari corsi ho notato che i consigli sono quasi sempre gli stessi. Cambia il modo di esporli e, quindi, l’empatia e l’esperienza del coach.
Consigli più frequenti per aspiranti scrittori:

  • Cosa vuoi trasmettere quando scrivi? Questo consiglio è l’incipit di quasi ogni corso che ho provato. Bisogna trasmettere qualcosa ecc ecc. Ma cosa? Difficilmente si trova risposta a questa domanda. Si consiglia di trasmettere e basta. Qui vagherà l’immaginazione dell’aspirante scrittore: un concetto morale; un disagio sociale; un’esperienza di vita, traumatica o illuminante; Forse il fatto di elargire questo consiglio senza specificare cosa trasmettere è proprio il consiglio stesso. Ci deve arrivare lo scrittore per “gradi mentali” come, appunto, ci dovrà arrivare anche il lettore. Quindi cosa bisogna trasmettere? Il nostro percorso che porta ad una consapevolezza dell’importanza dell’argomento che scriveremo. Magari ogni libro trasmettesse per gradi il concetto finale.
  • Creatività-motivazione. Le metto insieme perché non mi va di scrivere un papiro che ripete le cose snervando chi legge. Come esser creativi? Fate cose che alimentino la vostra creatività. Vi è mai capitato di essere super ispirati dopo un bel film come, bo, l’attimo fuggente? Bene, abbiamo già risposto. Film, libri (seri), musei, teatro, musica, pittura… Ognuno ha il suo interruttore migliore, dovete solo trovarlo. Motivazione? Scrivere è un lavoro. Sbattetevi. Tecnica del pomodoro e no social. Per ogni cosa della vita ci vuole impegno, costanza e sì, difficoltà.
  • Non credetevi scrittori nati. Nessuno lo è e nessuno lo è mai stato. Avete letto pochi libri da piccoli? Bene, recuperate. Per scrivere bene bisogna scrivere tanto e, soprattutto, leggere tanto.

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  • Struttura di un romanzo. Troverete molte strutture consigliate in rete. Un’infinità. Come se anche la scrittura sia diventata una scienza. Se volete davvero scrivere un romanzo mettetevi in testa di strutturare il tutto. Su word fate un indice, vi faciliterà immensamente. Di giorno siete più pratici e la sera più filosofici (è il mio caso)? Ottimo. Di giorno scrivete la storia e la sera le parti più profonde. Struttura base consigliata: incipit che agguanti il lettore, evento che sconvolge le cose, cambiamento attivo del personaggio (si muove per adattarsi alla nuova situazione), altro evento che porta alla decisione finale del personaggio, finale scoppiettante. Scusate se sto generalizzando ma ogni storia, per essere una buona storia, si adatta al connubio evento-risposta. C’è poco da fare.
  • Personaggi tridimensionali. Questa parola spaventa un po’. Per tre dimensioni si intende che i vostri personaggi (difficilmente sarà solo uno, andava di moda secoli fa) hanno un carattere principale, fanno errori, cambiano idea, si adattano agli eventi che scriveremo nel libro. Un grandissimo consiglio che ho trovato è di fare schede personaggio. Scrivete al pc? Accanto tenete un taccuino con scritte le caratteristiche principali dei personaggi: Giorgio, serio, inflessibile, responsabile nella vita di tutti i giorni. Ma pervertito e strano nel privato. Visto? Ci vuole un attimo.
  • Rendete realista ciò che scrivete. Fate entrare il lettore nella storia. Il lettore deve vedere le immagini che creiamo. Aggiungiamo piccoli dettagli: non statuette inverosimili ma qualcosa di più associativo diciamo. Un rubinetto che gocciola, una porta che cigola, una mattonella rotta, una moca che perde acqua quando bolle. Piccole cose comuni a tutti. La combo personaggi-oggetti-buona trama sarà la chiave per un buon libro.
  • Editoria: Qui non voglio dilungarmi perché me ne intendo poco. Mi informerò a dovere quando arriverà il momento. Tra i vari consigli che ho sentito c’è quello di circondarsi di gente capace. Fidatevi che in rete è pieno. È un investimento su voi stessi diventare scrittori. Dovete chiedere consigli, confrontarvi. A costo di spendere due euro. Da lettore con, forse troppa, capacità di critica mi permetto di dire che c’è tanta spazzatura sul mercato. Su Amazon e Wattpad si trovano delle robe che istigano al suicidio già alla seconda pagina. Scusate. Il consiglio migliore che ho trovato sul campo editoriale afferma che farsi rappresentare da una casa editrice equivale a presentare un progetto. Il libro viene visionato, corretto dall’editor, sistemato da grafici, modificato dall’editore. Il risultato finale è un biglietto da visita: professionale e degno di attenzione. I lettori lo preferiranno all’autopubblicazione. Chiedo venia a chi autopubblica ma credo che per iniziare serva una casa editrice. Se poi dopo 3-4 libri deciderete di autopubblicarvi allora darete già un’impressione diversa: di scrittori che sanno già il fatto loro e possono permettersi l’autopubblicazione.

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  • Consiglio finale tratto da “On writing” di King: quando scrivete chiudete il mondo fuori. Scrivete il più possibile. Terminate il romanzo e abbandonatelo. Proprio così. Fate passare del tempo, anche un mese dice King. Quando lo riprenderete in mano dovrete esservi quasi scordati di ciò che avete scritto. Solo allora sarete pronti a cancellare tutte le boiate che avete scritto!! Un’infinità di avverbi, mille cose inutili alla storia, complicanze non necessarie. King afferma che durante questo lavoro si riduce di molto la bozza iniziale. Anche per questo all’inizio bisogna scrivere tanto, lasciarsi andare. Quando si ha finito il “taglio” bisogna aprire il romanzo al mondo, ma con calma. King consiglia di mandarlo a poche persone che possono giudicarlo oggettivamente. Non gente che dirà sicuramente “è bellissimo ecc ecc” solo per farti piacere. Avrete bisogno di critiche costruttive. E lì si metterà di nuovo mano al romanzo prendendo spunto dai consigli ricevuti. Solo dopo si potrà pensare all’editore e all’editor.

Spero di essere stato esaustivo e utile. Non esitate a scrivermi per consigli.

Sui social la pagina è @ilcaffecolto! Ciao!

3 pensieri su “CONSIGLI PER ASPIRANTI SCRITTORI

  1. L’argomento è esposto molto bene. Anche noi abbiamo scritto un romanzo, ma pensiamo di autopubblicarci per diversi motivi: trovare una casa editrice in tempi non biblici è difficile e un servizio di editing è troppo costoso per chi parte senza un budget. Sono scelte difficili…

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